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Questo sito è in continuo sviluppo 27.09.2011

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Metodo Globale Autodifesa

Il Metodo Globale di Autodifesa - FIJLKAM è stato studiato da un "gruppo di lavoro" voluto dal presidente federale e formato da autorevoli tecnici di ogni disciplina praticata nella stessa federazione. Ciascuno di essi ha contribuito con l'apporto delle dirette esperienze di lavoro,sportive e didattiche,alla codificazione del metodo di base e dei successivi livelli, con particolare riferimento alle sue applicazioni a situazioni reali. MGA è una vera e propria arte marziale che corre traversalmente tra tutte le discipline federali, costruita esclusivamente sulla difesa e sulle capacità di controllare l'aggressore.

IL Metodo Globale di Autodifesa - FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali) , MGA-FIJLKAM, è formato in sintesi da alcune tecniche fondamentali di combattimento affini a tutte le discipline Federali: Aikido, Judo, Ju-Jitsu, Karate e Lotta. MGA per soddisfare l'ampia domanda di corsi di Autodifesa, pur rispettando le regole conformi allo spirito di una disciplina sportiva, si differenzia da essa in quanto non segue l'insegnamento tradizionale proprio delle arti marziali sportive ma prevede un addestramento finalizzato al raggiungimento, in tempi brevi, di una buona preparazione rivolta esclusivamente alla tutela della incolumità di chi lo pratica. Inoltre, per far si che il metodo proposto possa essere destinato ad una vasta gamma di utenza, dai nuovi praticanti agli esperti, sono state selezionate alcune tecniche volutamente semplici che, se applicate correttamente, possono salvaguardare coloro che le applicano da spiacevoli conseguenze per la loro integrità fisica. MGA prevede un programma semplice ma allo stesso tempo articolato, costruito sull'insegnamento di poche tecniche che possono essere utilizzate in più situazioni, dalla più semplice 1° LIVELLO aggressione a mani nude alla più grave 2° LIVELLO minaccia con l'uso di pistola, passando attraverso le aggressioni con uso di coltello, del bastone o comunque di armi occasionali che statisticamente sono quelle maggiormente utilizzate da parte di aggressori che non hanno premeditato la loro azione offensiva. MGA si è proposto di conseguire come primo risultato quello di creare nei praticanti il giusto equilibrio psicofisico che può derivare dalla conoscenza delle tecniche proposte e dalla capacità di applicarle ricavandone la massima efficacia utilizzando a proprio vantaggio l'energia negativa espressa da tutti gli aggressori. Gli aspetti tecnici fondamentali su cui è costruito MGA-FIJLKAM sono i seguenti:

1) studio di un metodo di facile apprendimento, in conseguenza della semplicità delle tecniche selezionate;

2) l’utilizzo degli schemi già presenti nel nostro modo di fare e per questo già automatici;

3) studio ed apprendimento di poche tecniche che siano utilizzabili in tutte le situazioni;

4) ciclo finale dell'addestramento basato esclusivamente sul combattimento reale.

MGA-FIJLKAM, inoltre, mantiene intatto l'aspetto "educativo" insito in tutte le discipline marziali federali mettendo in evidenza la necessità di curare valori ben precisi quali: l'esigenza di ridurre la violenza al minimo; la capacità di autocontrollo dei praticanti in qualsiasi momento, necessaria per ridurre al minimo i danni pur avvalendosi di un metodo di Autodifesa.

(Fonte originale del testo tratta dal sito della  MGA FIJILKAM LOMBARDIA “www.mgafijlkamlombardia.sitonline.it” Home>)

Le basi di un buon metodo di autodifesa

UN BUON METODO DI AUTODIFESA DOVREBBE ESSERE COMPOSTO DA ALCUNI PRINCIPI LOGICI BASANDOSI SOPRATTUTTO SULLA PREVENZIONE, CONOSCENZA DELLE POTENZIALITA' FISICHE DEL CORPO UMANO ED ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA BIOMECCANICA DEL CORPO UMANO, AGGIUNGENDO DELLE TECNICHE PER AMPLIARNE E FACILITARNE L'EFFICACIA NELL’APPLICAZIONE.

I 5 PRINCIPI CHE COMPONGONO UN BUON METODO DI AUTODIFESA

 

1 ) PARTE VISIVA La parte visiva mi permettere di individuare e riflettere le problematiche della situazione in cui mi trovo, la mia posizione rispetto ad una eventuale aggressione, sia verso la mia persona o ad altre persone, quale pericolo può incorrere la mia presenza in quel momento, che possibilità ho di evitarlo, in base a cosa posso modificare e quantificare il livello di pericolo, come posso e in che modo posso difendermi o difendere, da chi o da che cosa.

 

2 ) PARTE SENSORIALE La nostra superficie cutanea è un insieme di recettori, oserei dire un unico sensore, oltre che permettere di percepire le informazioni che provengono dall’ambiente, percepisce come nel caso della difesa personale se qualcuno mi tocca o esercita una pressione sul mio corpo, questo fattore è molto importante perché va oltre la parte visiva, mi dà la possibilità di percepire dove e come mi toccano senza bisogno di vedere, nello stesso momento mi dà la possibilità di reagire in modo efficace e istintivo, agendo con rapidità anche in ambienti bui.

 

3 ) EQUILIBRIO L’equilibrio del corpo umano ci permette di muoverci in posizione eretta, sono due i Principali sistemi di equilibrio, essi informano su movimento e posizione della testa, tronco, e pressione plantare in rapporto alla verticale gravità, uno percepisce le accelerazioni angolari per contro interviene sull’equilibrio dinamico e non interferisce sul tono muscolare, l’altro percepisce le accelerazioni lineari e agisce sulla regolazione posturale e sul tono muscolare, queste informazioni comparate alle informazioni propriocettive ci permettono di conoscere la posizione del nostro corpo, in qualsiasi momento, pertanto è molto importante in caso di aggressione sfruttare lo spostamento in senso angolare o rotatorio e non lineare.

 

4 ) PARTE MECCANICA E DINAMICA Il corpo umano per mezzo di tendini e gruppi muscolari, tramite le articolazione e le leve può spostarsi e muoversi in diverse direzioni, modulando sia la velocità che la forza ( potenza ) , dovendoci muovere per vivere, in base al nostro tenore di vita effettuiamo dei movimenti, alcuni in modo molto ripetitivo, altri poco ripetitivo, soprattutto con gli arti superiori braccia e mani, questo ci permette di meccanizzare e memorizzare dei movimenti che si possono definire quasi automatici e involontari, in caso di aggressione le gambe, le braccia e soprattutto le mani usate come pinze afferrano, impugnano o colpiscono, usate sia dall’aggressore che dall’aggredito, pertanto sapere come usarle è molto importante più di un’arma stessa.

 

5 ) DOLORE Il corpo umano tramite un sistema di recettori trasforma il dolore in diversi stadi, se il dolore è lieve, la risposta sarà solo di sofferenza con poca reazione neuromuscolare, se il dolore è forte ma poco diffuso, la risposta sarà di reazione neuromuscolare intensa e di blocco momentaneo muscolare diffuso, con una riduzione di movimento significativo, se il dolore è forte e diffuso con lacerazione sopraggiunge la perdita di coscienza o la morte. In caso di difesa da un’ aggressione è importante conoscere i punti cruciali e la tecnica del provocare dolore, senza oltrepassare i limiti in base alla proporzionalità dell’evento. Conoscere la macchina umana vuol dire capire come si muove quali sono le potenzialità e i suoi limiti; i tre recettori universalmente riconosciuti ( l'orecchio interno , l'occhio vista, e la superficie cutanea ) con la biomeccanica e il dolore, compongono un insieme di capacità straordinarie, modificandole e ampliandole con tecniche di difesa, studiate appositamente per condizionare la fase di aggressione, ci permettono di sfruttare a nostro favore il movimento aggressivo di presa o di percussione dell’aggressore. L’apprendimento e lo sviluppo di queste tecniche sono di facile assimilazione e molto pratiche anche con soggetti poco allenati perche ripercorrono gesti e movimenti comuni della vita quotidiana , se si scompone il corpo umano, la testa, due gambe,due braccia e le mani possono essere utilizzate per colpire in varie direzioni, le mani con duplicefunzione oltre che ha colpire vengono utilizzate come pinze che possono afferrare con modulazione di forza e intensità, con l'apprendimento di pochi schemi si possono fare tantissime applicazioni e direzioni.

 

Queste sono le mie considerazioni nell’applicazione di un metodo di autodifesa che ha delle basi logiche, senza la presunzione di diffondere idee di invincibilità, ma la consapevolezza che in base ad un’analisi personale; chi sono, quali rischi posso incontrare in base al mio tenore di vita, quale prevenzione devo adottare per ridurli, se sono o posso essere un soggetto a rischio come mi devo preparare per poter affrontare una possibile aggressione. Per quanto sopra descritto ritengo che l’autodifesa si possa dividere in tre fasi .

PREVENZIONE - AGGRESSIONE - DIFESA

Rispettando la prima fase possiamo dire di aver risolto al 90% il problema.

Quindi …. È meglio giocare d’anticipo

M° Giuliano Invernizzi

(Fonte originale del testo tratta dal sito della  MGA FIJILKAM LOMBARDIA “www.mgafijlkamlombardia.sitonline.it” Home>Il metodo)

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